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L'Arte di Unìco
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Domenico Pellegrino

Mazzarino, 1974.

In continuità con la propria ricerca artistica legata alla Sicilia e alle sue tradizioni popolari, Domenico Pellegrino presenta e fa rivivere, tramite l’arte delle luminarie, l’antica leggenda delle « teste di moro ».

La leggenda è ambientata nel 1100 quando i mori abitavano la Sicilia.

Uno di loro un giorno, passeggiando per il quartiere della Kalsa, s’imbatté su una bellissima donna che trascorreva il tempo dedicandosi alla cura delle piante del proprio giardino.

Il moro rapito dal fascino della ragazza, senza esitare entra nel giardino per dichiararle il suo amore.

La donna, stupita da tanta audacia viene presa da un’ir

refrenabile passione per l’uomo.

Per giorni si amano fin quando lei viene a scoprire che l’amante progetta un rientro nelle sue terre dove lo attendono la sua sposa ed i figli.

Folle d’amore, la fanciulla allora decide di eternizzare il loro legame, decapitando il moro durante la notte per trasformare la sua testa in un vaso di basilico che crescerà sempre più rigoglioso, innaffiato ogni giorno con le lacrime dell’innamorata che piange il suo amato.

I vicini intanto, invidiosi della pianta verdeggiante, ornano i loro balconi di vasi dalla testa di moro che molto spesso sono rappresentati in coppia unendo alla testa del moro quella della giovane donna.